Cosa, come e perché
Disegnare non è una mia passione, ma un istinto. Anzi, una sorta di buffo riflesso condizionato, pavloviano, senza obbedire al quale non solo non riesco a concentrarmi, ma spesso neppure ad ascoltare chi ho di fronte. Naturalmente, mentre scarabocchio, chi mi parla pensa invece che non mi interessi minimamente quello che sta dicendo. Incerti del mestiere.
Nulla di artistico. Casomai di psicanalitico. L’agenda sulla consolle del telefono o, peggio ancora, le tovagliette di carta delle pizzerie rappresentano per me una tentazione irresistibile.
Carta e penna, quindi. O anche lapis, oppure pennarello.
Il tipo di tratto e di linea dipendono dalla fantasia del momento, dal tipo di carta e dal tipo di penna.
O si tratta di profili umanoidi, generalmente rivolti verso destra (non chiedetemi perché: forse è solo perché così mi vengono meglio) o di intrecci astratti, a volte geometrici e a volte tondeggianti, con occhi e frecce che affiorano e vanno a comporre il disegno. Talvolta intrecci e profili insieme.
Qualcuno mi ha detto che sono divertenti, ecco perchè li ho messi qui.
Non hanno alcuna relazione col mio lavoro, né con la musica, né col contesto circostante. Solo col moto spontaneo della mia mano sinistra. Già, perché sono ambidestro. Ma disegno solo con la sinistra.
Ultimo aggiornamento 13 Ottobre 2010



