Olio, vino & co.
Ci sono inclinazioni che non si scoprono non coll'istinto, ma con la vita e pratica. Nel mio caso, quella per la degustazione (o analisi organolettica che dir si voglia) di cibi e prodotti agroalimentari rientra tra le seconde. Conseguenza dunque del fatto di essere innanzitutto, per tradizione familiare, un amante della buona tavola e produttore di olio nella campagna senese. Prima quindi nacque la semplice curiosità di verificare la qualità del proprio prodotto. Poi seguì un corso per principianti e la scoperta di avere fiuto e palato sensibili. E così via via ho proseguito fino alla qualifica di assaggiatore professionista di extravergine, con l'iscrizione al relativo albo e, in parallelo, l'ingresso nella commissione di assaggio Panel Test della provincia di Siena. L'estensione al settore del vino (e miele e formaggi e...) è venuta naturale: appuncoto un po' per tradizione, un po' passione e molto per un indirizzo giornalistico che mi orientava anche in quella direzione. Il resto è stato semplice: migliaia di assaggi, degustazioni, visite, convegni, cene, ristoranti, approfondimenti e ovviamente articoli e inchieste non solo tecnici, ma anche socioeconomici e culturali nel settore enogastronomico ed agroalimentare. Più passione o più professione? Una via di mezzo direi: quanto basta a rimanere sempre più giornalista che appassionato, una garanzia per me e per il lettore.
Ultimo aggiornamento 13 Aprile 2010



